Colleoni è il nome del progetto solista di Luca Borin, cantante e autore novarese classe 1984. Dopo molti anni di attività in svariati progetti musicali e teatrali, tra cui alcuni ancora attivi – Le Mondane, Rego Silenta, Faber 70-73, Gino Donè il partigiano che salvò Che Guevara, Gaberscik, Whiskey Facile, e altri – Luca decide di avviare un progetto personale, in cui potersi esprimere esattamente come vuole.
La scelta del nome d’arte, deriva dal cognome della nonna materna.
Colleoni è musica d’autore, e le sue fondamenta si possono trovare negli artisti che ha sempre amato: Guccini, Gaber, Capossela, De Andrè, Bianconi, Dalla.
Canzoni scritte per durare, dentro e fuori dall’attualità, suonate con strumenti acustici. Storie, allegorie, ritratti. Niente di nuovo sicuramente, ma qualcosa che vuole essere ben fatto.
Francesco Guccini, più che un “Artista”, ha sempre preferito definirsi un “Artigiano”; Ecco, l’approccio è questo.
Ciao, com’è nata l’idea della copertina?
Ciao e grazie per l’intervista!
Semplicemente, non tutti sanno cos’è la Portulaca, anche se probabilmente l’hanno già vista al bordi delle strade, o altri posti normalmente ostili alla vegetazione.
Quindi quando mi chiedono cos’è, rispondo che basta guardare la copertina del disco.
Pensi che la tua musica si adatterebbe a testi in Inglese?
Può darsi, alla fine è pop. Non mi ci sono mai cimentato con la scrittura in inglese, non lo padroneggio da madrelingua, e questo per me è un requisito fondamentale. Giocare con le parole, con le immagini evocative, con le forme gergali, è nel mio DNA. Per me la forma è sostanza.
Chi è Colleoni nel tempo libero?
E’ Luca, un piccolo musicista che con la musica si guadagna da vivere, con una compagna e una figlia di 9 anni.
Synth e suoni campionati oppure un sound più genuino e naturale?
A me piace far collaborare le due cose. In portulaca qualche synth c’è, e certo non manca il mellotron. Ma le fondamenta dei brani sono chitarra acustica e pianoforte.
Che cosa ne pensi della scena musicale Italiana ?
Nel complesso è desolante. Nel dettaglio è ricca di cose bellissime. Credo che dal dopoguerra questa situazione sia rimasta sostanzialmente invariata, con però un costante calo qualitativo a livello compositivo. Confido fortemente nel crocevia al quale l’intelligenza artificiale ci sta portando. A lei il grande mercato, a noi le botteghe..a me sta benissimo.
Dove ti troviamo online ?
Su INSTAGRAM, FACEBOOK, e sulle principali piattaforme streaming: la mia preferita è BANDCAMP.