Maxi B presenta “Sono qui ancora”, il nuovo singolo prodotto da Mardoch, disponibile sulle piattaforme digitali e in vinile. Un brano profondamente personale, nato da un’esperienza che ha cambiato radicalmente la vita del rapper: un’embolia che lo ha portato vicino alla morte, lunghi mesi di ospedale e un periodo trascorso su una sedia a rotelle. Attraverso sonorità boom bap e una scrittura diretta, Maxi B racconta la paura, la fragilità e la determinazione a continuare, trasformando tre parole apparentemente semplici in una dichiarazione di sopravvivenza.
Nato a Lugano e cresciuto tra il Ticino e Varese, Maxi B, all’anagrafe Maximiliano Bonifazzi, è una delle figure che hanno contribuito a costruire il legame tra la scena Hip Hop svizzera e quella italiana. Dalla vittoria del concorso della rivista AELLE nel 2000 alle collaborazioni con Kaso, dall’esperienza con i MetroStars al percorso solista, passando per Tempi Duri, l’etichetta di Fabri Fibra, ha attraversato oltre vent’anni di rap mantenendo una propria identità artistica. Alla discografia, che comprende lavori come “Invidia”, “L’ottavo giorno della settimana” e “Maledetto”, si affianca l’attività radiofonica a Radio3i e un Guinness dei primati conquistato nel 2018.
La musica non ha mai smesso di accompagnarlo, nemmeno nei periodi più difficili. “Sono qui ancora” non segna quindi un ritorno discografico dopo un’assenza, ma racconta qualcosa di più profondo: la possibilità di esserci ancora, dopo aver rischiato di perdere tutto. Un’affermazione che oggi assume un significato nuovo, tanto per l’artista quanto per l’uomo.
“Morirò, ma ora no”: il rap come dichiarazione di resistenza
Prodotto da Mardoch, il singolo affonda le radici nel boom bap, con una batteria incisiva che sostiene il flow e richiama l’Hip Hop con cui Maxi B è cresciuto. Tra i riferimenti sonori compare anche una citazione a “Slam” degli Onyx, mentre il testo attraversa ricordi, paura e determinazione. Il significato del brano si concentra in una frase: «Morirò, ma ora no». Non una richiesta di compassione, ma la volontà di affrontare quanto accaduto senza nascondere le proprie fragilità e rivendicando il diritto di continuare a vivere.
Anche il videoclip, curato da Sticky Blunters, nasce da una scelta personale. Maxi B ha deciso di utilizzare l’intelligenza artificiale per rappresentare una proiezione di sé nel futuro: dopo aver perso il controllo del proprio corpo, poter scegliere come immaginarsi assume un valore particolare. L’immagine può essere idealizzata, ma la storia raccontata rimane reale.
La copertina riprende lo stesso concetto: il volto parzialmente coperto, gli occhi scoperti, una bandana arancione e la città buia sullo sfondo. Il titolo si ripete come un’affermazione alla quale aggrapparsi, mentre il riferimento simbolico al 5 novembre e a V per Vendetta di Alan Moore e David Lloyd richiama l’idea della resistenza e della forza delle proprie convinzioni.
Con “Sono qui ancora”, Maxi B aggiunge un capitolo particolarmente intimo al proprio percorso artistico. La paura della morte, la perdita temporanea dell’autonomia e la fatica di riprendersi diventano materia musicale, senza retorica né vittimismo.
Perché essere ancora qui, dopo aver rischiato di non esserci più, non è una frase qualsiasi. È una nuova possibilità di vivere, creare e avere ancora qualcosa da dire.